L’ erratico percorso di Umberto Cavenago e Bart Herreman
L’ erratico percorso di Umberto Cavenago e Bart Herreman

Mostra a Pietrasanta in piazza del Duomo e Chiostro di Sant'Agostino fino al 26 Gennaio 2020

La mostra intitolata “Erratico”, in corso a Pietrasanta fino al 26 gennaio 2020, accosta l’espressione plastica di Umberto Cavenago e quella fotografica di Bart Herreman, trovando emblematico riscontro nell’omonima scultura del primo, costituita dalla forma di un cubo troncato, in acciaio corten, con facce irregolari (Erratico reversibile), collocata sul prato interno al Chiostro di Sant’Agostino, e movimentabile attraverso il continuo spostamento della differente - di volta in volta - superficie di appoggio, direttamente ispirata ai cosiddetti massi erratici, i mastodontici blocchi di pietra trasportati nel susseguirsi delle epoche glaciali in luoghi dove non dovrebbero trovarsi ed isolati dal contesto circostante. 

 

Il movimento e la decontestualizzazione sono il trait d’unionche lega il lavoro dei due autori, che ci presentano, rispettivamente, realizzazioni in lamiera, legno, acciaio corten, inox o zincato, alluminio, marmo, quali pattini a rotelle, motociclette (C-DUU), carri simili ad autoblindo (L’alcòva d’acciaio), esili strutture verticali munite di ruote (Sottiletta), cerchi in alluminio, acciaio e gomma (Ringway), e fotografie di stampo surrealista, che ritraggono animali errabondi come zebre, elefanti, giraffe, rinoceronti, pinguini, cavalli, inseriti in ambienti inusuali e immaginari insieme ad uomini ed altri elementi estranianti.

 

Il parallelismo fra gli artisti continua negli interventi site-specificsulla statua ottocentesca del Granduca di Toscana Leopoldo II di Lorena (Leopoldo) e sulla Colonna del Marzocco (E la libertà mi sorregga), in Piazza del Duomo, ai quali Cavenago abbina due coppie di ruote in acciaio zincato ed uno scivolo in legno, per trasportare i monumenti chissà dove…, e nella collocazione del bestiario di Herreman nella Chiesa di San’Agostino o nella scalinata che conduce al Chiostro del convento, che registra l’improbabile presenza di una zebra, che la sale lentamente; nella Piazza antistante il Duomo di Pietrasanta, pacificamente occupata da un branco di zebre o, infine, al Pontile di Marina di Pietrasanta, dove una giraffa fa capolino da un’apertura della pavimentazione destando l’attenzione di un distaccato signore col cappello, che richiama alla mente i personaggi di tanti dipinti del connazionale René Magritte.

 

La presenza degli animali di Herreman all’interno di fantastiche e surreali ambientazioni e delle installazioni di Cavenago nello spazio urbano, dimostra come il tema dello spostamento, il vagare in lungo e in largo, l’erratico, possa essere affrontato ponendo l’accento su una molteplicità di aspetti, anche di carattere ludico, attraverso linguaggi ed espressività assai differenti, come il neocostruttivismo minimalista di Cavenago, che scombina la realtà circostante impegnandola con le sue installazioni, o le visioni oniriche di Herreman, che talora reinterpreta, giustappunto, le strutture del compagno di esibizione, tra le quali il poliedro irregolare Erratico reversibile, fluttuante al di sopra del mare come l’asteroide magrittiano de “Il castello dei Pirenei”, ma sormontato, anziché dalla fortezza del pittore belga, da un piccolo gruppo di elefanti. 

 

L’impostazione sistematica e razionale del processo creativo di Cavenago, in cui la materia costituisce il mezzo tramite il quale la personalità dell’artista diviene parte della realtà oggettiva, e le organizzate rappresentazioni di Herreman sublimano il semplice dato esteriore, costituito dall’elemento geometrico della purezza delle forme delle sculture e dalla deviazione dalla realtà delle riproduzioni fotografiche, ed invitano lo spettatore a godere appieno della bellezza attraverso la contemplazione, senza fermarsi alla pura immagine costruita ma cercando di avvicinarsi al mistero più profondo delle cose, osservando la realtà da un inedito, ed insolito, punto di vista. 

 

Luigi Meucci Carlevaro

 

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